L’applicazione delle moderne biotecnologie in agricoltura per produrre colture di prima necessità con livelli più elevati di principi nutritivi, può aiutare a ridurre lo stato di malnutrizione delle popolazioni nei paesi in via di sviluppo.
Monsanto collabora con il Tata Energy Research Institute (TERI), importante istituto di ricerca indiano senza scopo di lucro, con sede a Nuova Delhi, in India, in un progetto pluriennale per lo sviluppo di una “senape d’oro” in grado di fornire olio da cucina ricco di betacarotene (provitamina A).
L’utilizzo dell’olio di “senape d’oro” arricchito risulta vantaggioso per contrastare i problemi dovuti alla carenza di vitamina A, soprattutto nella regione nord-orientale dell’India, dove l’olio di senape è comunemente impiegato per la preparazione e la cottura del cibo. Secondo stime recenti oltre il 18 % dei bambini indiani soffre di una carenza di vitamina A, all'origine di difetti della vista, incapacità ad assimilare proteine e principi nutritivi e indebolimento del sistema immunitario.
Finanziato dall’Ente di Sviluppo Internazionale degli Stati Uniti (US Agency for International Development), il progetto vede la partecipazione anche dell’Ag Biotech Support Project (ABSP) della Michigan State University.
Un altro esempio di impiego delle biotecnologie per migliorare la qualità degli alimenti è il “Golden Rice”. Sviluppato dai ricercatori in Svizzera, con il supporto della Fondazione Rockefeller, il progetto mira a combattere la carenza di vitamina A. La collaborazione con alcuni istituti di ricerca in tutto il mondo permetterà un ulteriore sviluppo e la diffusione gratuita di questa tecnologia a scopo umanitario. Monsanto ha messo a disposizione gratuitamente la sua tecnologia a sostegno del progetto.
Secondo i ricercatori la tecnologia impiegata per sviluppare il “Golden rice” e l’olio di “senape d’oro” potrà un giorno essere estesa ad altre colture, come il mais, alimento base in molti paesi africani, dove la carenza di vitamina A è molto diffusa.